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Salario minimo nel Regno Unito: aumenti in arrivo

Salario minimo: dal 2020 passerà a 9 sterline a ora

L’ attuale salario minimo in Inghilterra corrisponde a 6,70 sterline a ora. Quanti minuti occorreranno per comprare un hamburger? Questa domanda, che a primo acchito potrebbe risultare insensata, illustra in realtà il vero valore del salario minimo nel Regno Unito, ovvero la paga incassata dai lavoratori meno qualificati e con minore esperienza che, tuttavia, sono indispensabili nel mondo del lavoro.

salario minimo

 

Il FInancial Times ha recentemente stipulato il Big Mac Index, un indice del salario minimo grazie al quale è possibile capire quanti minuti occorre lavorare per poter acquistare un Big Mac, l’ hamburger di McDonald’s, notoriamente tra i più economici. Allo stato attuale delle cose, con una paga minima di 6 sterline e 70 all’ ora, nel Regno Unito è necessario lavorare per 26 minuti per poter comprare un Big Mac, lo stesso minutaggio della Germania e della Francia (25 minuti), mentre è necessario lavorare 48 minuti in Spagna e 41 negli Stati Uniti. Al primo posto di questa speciale classifica si colloca la Danimarca dove bastano soltanto 16 minuti per accaparrarsi un Big Mac.

Il governo di David Cameron questa settimana ha lanciato l’ aumento più significativo di salario minimo della sua storia, portando dagli attuali 6,70 puond a ora, dapprima a 7,20 ad aprile e, entro il 2020 a 9 sterline a ora (circa 11,50€ al cambio attuale). Nel 2020 quindi, a Londra saranno necessari meno di 18 minuti del salario minimo per acquistare un Big Mac, quasi allo stesso livello dei lavoratori danesi. Un salario di 9 sterline l’ora, con un lavoro da 40 ore alla settimana, significa uno stipendio lordo di 1400 sterline al mese (circa 1750 euro).

La decisione è stata presa per rispondere alle accuse sul crescente divario esistente tra ricchi e poveri soprattutto a Londra, dannoso per la stabilità sociale, come affermato numerosi economisti. Chi fa i mestieri più umili, ma non per questo meno necessari, viene pagato troppo poco, osservano alcuni. Per questo in vari paesi si è manifestata una recente tendenza a introdurre un salario minimo e poi a farlo crescere, come è avvenuto per esempio in Germania (ma non in Italia, dove non esiste al di fuori delle contrattazioni collettive). Tuttavia l’iniziativa inglese è ora seguita con qualche apprensione. Alzare eccessivamente il salario minimo, ammoniscono associazioni di categoria, specie nel settore alberghiero, rischia di fare diminuire la produttività e di costare posti di lavoro: e dunque non sarebbe più un beneficio per l’economia, ma un danno tanto serio quanto il gap ricchi-poveri. La chiave, come dice il professor Alan Manning, docente della London School of Economics, al quotidiano della City, è trovare l’equilibrio giusto: aumentare il salario minimo, ma non troppo. Di certo quello che aumenterà è il numero di lavoratori pagati con il salario minimo: in Gran Bretagna sono ora il 9 per cento della forza lavoro nazionale, ma una stima della Low Pay Commission è che raddoppieranno entro cinque anni, arrivando

al 18 per cento, più che in ogni altro paese industrializzato. Anche questo un campanello d’allarme social: che ci vogliano 26 o 18 minuti per comprare un Big Mac.

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